martedì 5 gennaio 2010

Cominciare... con stile

Prendi pure la macchina per stasera, Lara.
Oh grazie, ma non prendo quella del nonno?
No no, prendi pure la nostra.
E non hai paura che faccio un bel regalino anche a te e papà, come quello al nonno per Natale?
No tranquilla, c'è già caduto un albero la settimana scorsa.
...

mercoledì 30 dicembre 2009

Perchè si muore, senza combattere?

la domanda giusta è cosa sono. provandoci con parole nuove rimasticate sono solo acqua. Tutto deriva da li, d'altronde. cosa c'è di più bello. l'acqua prende il colore di quello che ci tuffi dentro. ci sono giorni che è pulita e azzurra, giorni in cui non ne vedi il fondo, e notti in cui ci vedi la luna dentro, in tanti piccoli pezzettini dorati che tremano e che il giorno si porta via geloso. Perchè le cose belle c'è sempre qualcuno che vuole portartele via, e non è detto che non sia tu quello stupido che non è in grado di tenersele strette. L'acqua può essere infinitamente pulita e infinitamente velenosa, come tutto. Come tutto, niente è mai scevro dal suo opposto, tranne l'indifferenza. Qualcuno ha detto che l'importante è che la morte ci trovi vivi. E finchè so di ridere con quel tono che solo qualcuno mi sa strappare, finchè vedo quel sorriso, finche sento male dentro so di essere viva.
Rileggo tutto e ho paura di avere scritto una marea di cosa sceme, non mi ricordo dove volevo andare a parare. Non lo so mai. Eppure ci arrivo sempre, da qualche parte, lo so e ne sono certa. Mi riconosci, mi ritrovi in quello sguardo di chi arriva un po' in ritardo perchè ha paura di arrivare in anticipo, di chi ha perso troppo tempo nel posto sbagliato. Anche se nel momento che lo lascia pensa che magari non era poi così sbagliato. Mi ritrovi a ridere perchè hanno rinviato l'esercitazione antincendio causa maltempo (cose che possono capitare: metti che piova vuoi che ci bagniamo per non bruciare vivi?).
Nell'estrema contraddizione dei minuti che ci avvolgono, buon anno gente. Anzi, buon giro.

giovedì 10 dicembre 2009

Ridammi le stelle

Dicono che la vita senza una meta è vagabondaggio. E ieri sera, con la mia giacca rossa con il cappuccio tirato su sotto la pioggia che lavava via cose dalle cose mi sentivo proprio così. Zero voglia di tornare a casa. Zero voglia di tornare nel locale. Stavo semplicemente camminando. Non ci penso più a tante cose che mi toglievano il fiato prima, ad intermittenza sto anche bene, ma il problema è proprio questa intermittenza che non so se sia esattamente normale. C'è chi pensa a quanto è inutile farneticare di stare bene quando è inverno e il mio corpo ultimamente mi sta dicendo delle cose che io non voglio ammettere. Ha iniziato di nuovo a sanguinare come tampo fa, lo so che sono stupida a cercare di capire cosa questo voglia dire, che probabimente basterebbe poco a farla smettere come avevo fatto a suo tempo. Ma stamattina, piegata in due sul lavello mi sono chiesta se quella cosa del cerchio non mi si sia di nuovo stretta intorno.
Ma poi ho capito che non era la stessa cosa. E ho capito anche il perchè.
Guardo il cielo, e magari non le riesco più a vedere loro, ma penso che forse tu con me non le hai mai volute guardare, anche quando c'erano, ed erano talmente tante da lasciarmi senza fiato. Io le guardavo e tu continuavi a fumare, forse per questo adesso io sono qui e tu chissà.

sabato 21 novembre 2009

cosa ci fai in mezzo a tutta questa gente

E' cosi difficile toglierti dalla mia mente, ma ancora di più dal mio cuore. Non pensavo nemmeno lo fosse così tanto. Per riuscire a fare qualcosa devo metterti in stand-by, pensare che non esisti, ma tutto questo mi fa anche soffrire perchè non voglio che tu sparisca dalla mia vita, anche se ciò è avvenuto e anche piuttosto bruscamente. Evitare il pensiero fa bene ma fa anche male, pensarci fa bene ma fa anche male. Allora cosa devo fare? Avanzo in questa realtà con rinnovata forza perchè altrimenti è finita ma mi accorgo che non c'è niente di paragonabile a te. Nessuno che valga come te, nel bene e nel male almeno questo lo pensa il cuore perchè la mente gli tira una testata quando tira fuori queste cazzate. La mente sa come fare per salvarmi e meno male che c'è lei altrimenti sarei in balia dell'emozione. E' così bello ma fa così male. Tutte le cose belle sono così il cioccolato bossare la scuola l'amicizia. Te. Te mi hai fatto così male che mi sono riascoltata tutte quelle canzoni dei Velvet che ti piacevano tanto solo per vedere qualcosa dai tuoi occhi. E ho visto cose, rivisto cose che non avevo visto tempo fa, mi sono persa in queste cosa, come mi accade sempre quando ti ripenso. Poi mi ritrovo... O almeno penso di essermi ritrovata ma forse è solo che mi cerco sempre insieme ad una ragione in tutto quello che faccio.

martedì 10 novembre 2009

Il tempo delle parole

Vado in piscina quando ho raggiunto il livello massimo di saturazione possibile. Mi sono riscoperta come una specie di spugna che assorbe cose ma ad un certo punto deve buttarle via. Come se assorbissi di volta in volta un pezzetto del mare e provassi a svuotarlo, a farlo mio o a riempire una conca enorme. Col tempo le cose cambiano e le cose ti cambiano soprattutto per chi ha sempre vissuto in bilico tra il bianco e il nero, tra la calma assoluta e il tumulto dei pensieri che ti avvolgono. Ci sono giorni in cui niente di basta più in cui dimenticare significa vivere, ma dimenticare non è possibile senza prima non lasci che il tuo cuore senta su di sè tutto quello che vuoi dimenticare. Giorni in cui mi consola di più una sigaretta e un giro in macchina che passa e va via dalle solite parole. Giorni in cui non vedi l'ora che suoni la campana, che finisca il tempo delle parole per respirare il vento della libertà. Si, sto bene da sola ultimamente. Ha anche i suoi lati positivi perchè c'è stato un momento in cui stavo male sia con gente che da sola, poi bene con certa gente e male da sola, e adesso trovo più tempo per liberarmi da discorsi e cose inutili.
E' suonata la campanella.

lunedì 19 ottobre 2009

Non riesco a.

E' da ieri sera che piango non riesco a smettere. Ho la particolarità di non piangere mai ma la volta che capita non ho limiti. Non riesco mai a limitarmi nelle cose non conosco vie di mezzo da me puoi avere solo tutto o niente. Non riesco a smettere di pensarti nenche per un secondo non riesco a dormire non riesco a mangiare non riesco a studiare non riesco a odiarti non riesco più neanche a pensare a niente che non sia te. Non ho la forza di fare più niente avevo mille progetti mille cose in testa avevo tante cose in mente da inventare e adesso mi sento come se mi avessero tolto tutti i colori dalla testa e ho solo un pastello grigio piccolissimo con cui dipingere una parete enorme mentre tu sei lontano anni luce da me e lo diventi di più ogni secondo che passa. Io vorrei solo stringerti sentire la tua voce sentire il tuo odore e invece sento solo un dolore tremendo che è fisico quasi, anzi senza il quasi. Sento solo quello. Tutto il resto mi arriva in differita come quando sei nel dormiveglia e le voci ti arrivano lontanissime e ti danno un senso di estraneità. Ma il punto è che a me batteva troppo il cuore a te troppo poco io programmo troppo te troppo poco e poi non so. Lo so che era tutto sbagliato che con te non avrei mai potuto pensare di avere un figlio di fare una vita ma non me ne è mai fregato niente non mi importa di questo non voglio la vita prefabbricata che mi hanno sempre raccontato lavoro figli marito stronzate. E' per questo che non sono mai rientrata nei canoni negli schemi nei gruppi nelle categorie comelevogliamchiamare. Volevo l'emozione che provavo quando ti vedevo e che vedevo nei tuoi occhi quando mi vedevi voglio essere di nuovo alla mela e essere talmente felice da provare quasi male e vedere lo stesso nei tuoi occhi voglio di nuovo la cameriera scazzata perchè non l'avevamo neanche vista che era li da mezz'ora a chiederci cosa prendevamo.
Vorrei una vera ragione per mettermi il cuore in pace un motivo per odiarti ad esempio mi basterebbe e invece tutto quello che ho fatto e che mi ha fatto male lo rifarei non uno ma un miliardo di volte e probabilmente sono anche patetica in questo ma so che non ritornerà niente di tutto quello che ho vissuto.
E so che è meglio per me so che è la cosa giusta ma non mi basta adesso, non mi può bastare.

Domani forse.

martedì 13 ottobre 2009

la migliore partenza è quella senza una meta

Partire è sempre un'idea buona. soprattutto se hai le idee confuse. Anche se può succedere che ritorni e le idee sono ancora più intricate. Mia madre al telefono già mi diceva 2 settimane prima che tornassi "ma non è che ti stai un po' inselvatichendo?". "No mamma tranquilla è tutto a posto". Così il treno sferraglia tutto il mio bagaglio indietro. Le infradito rosse sono ormai rilegata ad uso piscina. Università. Lavoro. Trasferte. Vecchi amici che ti studiano un pò. La mia vespa mi saluta con un po' di polvere di più e sembra supplicarmi di farla uscire dal garage. Dico di si. Scivolo via attraverso il traffico senza sapere dove andare e finisco sempre là, senza pensarci. Vorrei evitare di pensare a quanto mi manchi, a quanto vorrei che bastasse fare quei 3 passi e provare a sorprenderti senza mai riuscirci. Ma io ho deciso che i ricordi possono ucciderti quindi ti prendo in giro e rido per farmi forza e ci riesco pure. Tante stupide cose mi ricordano te ma mi fanno sorridere mentre provo a organizzare qualcosa. Programmare è una cosa intelligente almeno quando inutile soprattutto per quanto mi riguarda ma in minima parte inevitabile perchè non ho l'ordine mentale per vivere alla giornata, combinerei troppi casini.
Settimana scorsa. Bar. Caffè. Casino. Gente che si intreccia nel traffico pedonale. Amici. "E' normale che la pensiate diversa tu sei partita così senza sapere un cavolo ti sei innamorata sei rimasta là lei era li a inseguire la sua razionalità tu eri stufa di inseguirla e hai seguito altre cose".
A volte la gente ti sorprende perchè con una frase ti spiaccica li la realtà, come una mosca in trappola.