lunedì 22 marzo 2010

Domanda

Vorrei che qualcuno mi spiegasse la differenza tra l'essere innamorati, e l'essere dei perfetti coglioni.
Perchè non mi è affatto chiara.

venerdì 5 marzo 2010

Distratti, dall'asfalto.

"C'hai giocato tanto col mio cuore infranto, che me l'hai guarito..."

Indossare occhi nuovi è diventata la mia abitudine preferita.
Ho pagato i miei conti col passato, largamente a credito. [i crediti sotto questi cieli restano tali].
Vedo le cose di prima anche se niente è più come prima.
Io non sono come prima, i pensieri scavalcano la realtà e prevalicano su quello che mi hanno venduto per anni come la verità prefabbricata.
Non la voglio più, non allungo la mano anche se adesso ci arrivo.
Ma adesso lo decido io chi c'ha il diritto di starci dentro [la mia vita].
Mi vesto di tutti i colori che mi pare.
Stupefacentemente acuto vedere sentire respirare improvvisamente estranei coloro che pensavi fossero parte di te.
Il tempo è il vero nemico e amico che abbiamo, tuttavia. E soprattutto non ci racconta palle. Proprio quelle che ti risuonano nelle orecchie e gridano più forte della verità che da qualche parte lotta per venire fuori. Sono diventata ruvida per certe cose, ma solo perchè non sopporto dovere convincere nessuno che sono come vuole lui.
Prendo solo chi vuole i miei difetti, ormai.
Vendo loro, e basta. La cosa assurda è che va meglio.
Non è quello che immaginavo mentre regalavo i miei sogni alle tue ruvide mani che mi insegnavano come avvitare una vite e si chiudevano sulle mie. Quando mi accorgevo che mi avevi insegnato a chiudere il cuore a tante cose. Quando il cuore lo chiudevo da sola perchè mi sentivo troppo diversa da voi. Strana forse.
Adesso so cosa vuol dire lo strappo che non si ricuce, ma l'ho curato da me.
Ci sono troppe strade da percorrere e cose da vedere per essere distratti dall'asfalto.

domenica 21 febbraio 2010

Colori...

Non ho dormito una notte vera su sette.
Passo il mio tempo a sciogliere i nodi dei miei muscoli.
Non sogno più perchè non ce la faccio.
Non hanno più mercato con me
Sono solo riuscita a imbrattare di colori un foglio con quello che ne resta.
Il risultato è stato un miscuglio che esisteva solo nella mia, di testa.

domenica 14 febbraio 2010

Straight ahead

Pronto.
oh. E da quando in qua rispondi al telefono?
senti ma cosa vuoi, il telefono suonava e io ho risposto
cosa voglio..
ok va bene, ero impegnata
in..?
cercavo
cosa?
la vita.
ah ah ah. Ci credo che non mi rispondevi
cosa ridi???
niente. E l'hai trovata
E' stato come cercare gli occhiali e improvvisamente accorgersi che sono sempre stati li
Sul tuo piccolo naso, è così?
già (comunque non è poi così grosso)
(ma certo)
ero stupida
forse
la cercavo fuori capisci?
fuori di casa
fuori dalla scuola
fuori dal mio tavolo
fuori dalla mia macchina
fuori dal mio cerchio.
Beh, ma c'è gente che non la cerca neanche
forse hanno capito più cose di me
forse. Ma anche no, come fai a dirlo? Mi fai incazzare.
Ecco li, e ti pareva.
ti intestardisci a voler trovare una risposta a tutti i costi. Tutto deve avere una spiegazione per forza. E poi quando non le trovi più, ti chiudi in un assenza di significato che ti annienta.
si è vero
ah ah
beh..?
adesso inizi a darle ragione, alla gente che ti dice la verità.
tu tu tu...

pronto?


Eccola, la permalosa. Cosa vuoi?
niente, dirti che ti sbagliavi
in cosa?
sul nulla
lo so, non sbaglio mai
che presuntuoso
ah ah, dai dimmi
vedi..ci sono cose che non le puoi spiegare, cose che nel preciso istante in cui prendono forma in quelle cose convenzionali chiamate parole perdono il 99,99% del loro sapore. Ma uno ci prova lo stesso, spinto da quella ostinata forza che lo spinge a vivere come se volesse costantemente riscrivere la storia. Come se per quel 0,01% valesse la pena di viversela tutta, la vita.
E questo l'ho capito sai? Mi sono fatta tanto di quel male che tu non puoi capire, per non rassegnarmi al fatto che il mondo non è mai stato quello che mi ero disegnata in testa in tanti (tanti?) anni. E' solo questione di spirito, quello non lo puoi rinchiudere da nessuna parte, non sai dargli neanche una forma, ma è lui che ti ha sempre salvato anche quando pensavi di annegare.

sabato 30 gennaio 2010

Dormi dormi

A volte mi chiedo che cosa è che mi spinge ad alzarmi al mattino se tu non ci sei più. Se non aspetto più la mezzanotte che stacchi dal lavoro, se non faccio più le 4 del mattino con te sotto le stelle che qui non vedo più. Se non mi invento più le scuse per scendere mentre tu lavori. Se non mi vieni più a cercare nel magazzino quando mi incazzo. Se non vedo più quel sorriso così speciale che hai e che riuscivi sempre a tirarmi fuori. Io non sorrido più tanto ultimamente lo sai? Non puoi saperlo perchè te ne sei andato senza passare dalla mia porta, come quando sei arrivato. L'inverno mi sta entrando dentro l'anima. E tutto mi sembra così inutile. Tutto così maledettamente uguale senza potertelo dire, senza potere neanche sapere dove sei.
Tutto senza poter capire e vedere al di là del dolore che provo.
Perchè non c'è niente di giusto in quello che penso in quello che provo in quello che è stato nelle lacrime che sto buttando via.
E la gente mi dice anche che mi vede bene.
LA GENTE CI VEDE MALE. Belin, dicono dalle mie parti.


Questo lo scrivevo tempo fa, poi non l'ho postato ed è rimasto nelle bozze come tante altre cose, mi ci sono imbattutta adesso, registrando distrattamente che tutto quello che volevo nella vita è lontano come nessuno lo è mai stato. Io vivo e so che tu stai dormendo, dormo e tu stai vivendo.
Il tempo in cui ci si vedeva era perchè io non dormivo mai.
Mi sveglio e non ti penso più perchè ti ho scacciato da questo guazzabuglio disordinato. Ma ti scaccio come un diabetico può scacciare una sachertorte, non è una cosa piacevole.
Ma il pessimismo è un lusso che non mi posso più permettere.
Mi è uscita oggi a pranzo mentre discutevo coi miei di non so cosa, loro mi hanno guardata un po' storti ma non credo abbiano afferrato del tutto quello che intendevo dire, sicuramente meno della semi-discussione che ho avuto in ascensore l'altra mattina con la mia vicina di casa. Non hanno mai capito molto, di me, o forse sono io che non mi faccio capire. Sto iniziando a credere a tutto e al contrario di tutto il che può anche essere spiazzante per certi versi...
Ma la notte è troppo lunga e troppo buia senza di te, e me la riempio di punti di domanda.

lunedì 11 gennaio 2010

Ci penso e ripenso ma non mi esce il titolo.

Mezzanotte meno un quarto e mancavano 20 euro dalla mia cassa, e che cazzo.
Non era un giorno qualsiasi per tre quarti del mondo, mi sono accorta con un pizzico di sorpresa che era quasi il primo gennaio duemiladieci e che il countdown quest'anno la vita me l'aveva risparmiato. Sono corsa a mescolarmi alla folla giusto per fuggire dal luogo che mi imprigionava da nove ore e mezza. Perchè scappare da una prigione all'altra mi dà l'impressione di essere davvero libera forse. Perchè scappando rubiamo attimi alla vita sperando che nessuno si accorga che mancano. Come quando ti rubi le caramelle anche se ti fanno andare via i denti. Purtroppo sono quelli, gli attimi che contano veramente quelli che ti fa tremendamente male e bene ricordare quando annusi un profumo e ne senti la violenza sulla pelle.
E questo simpatico omino duemiladieci mi ha colta assorta nei miei pensieri, come se non me ne fregasse niente di lui... avevo da fare. Me ne accorgo solo adesso che è l'undici gennaio, almeno così dice il calendario.
Come per dire che questa volta niente cavolate di propositi, niente mutande rosse, niente lenticchie non ho voglia di pensieri pesanti, mi sento leggera mangio quello che voglio e ho voglia di ridere. E ricaccio indietro tutto quello che vuole farmi male...
Con una forza quasi fisica, che almeno quella non mi manca.

martedì 5 gennaio 2010

Cominciare... con stile

Prendi pure la macchina per stasera, Lara.
Oh grazie, ma non prendo quella del nonno?
No no, prendi pure la nostra.
E non hai paura che faccio un bel regalino anche a te e papà, come quello al nonno per Natale?
No tranquilla, c'è già caduto un albero la settimana scorsa.
...