domenica 26 aprile 2009

il mio riflesso non mi assomiglia




Vorrei solo poter chiamare casa un posto qualsiasi in questo reticolo di strade

lunedì 20 aprile 2009

Libertà

"Quando perdiamo il diritto di essere diversi, perdiamo il privilegio di essere liberi" *



Guardo le onde e inevitabilmente mi ci perdo, insieme alle goccie di pioggia.
Ascolto l'incessante infrangersi e ricrearsi dei sogni su di una riva sempre diversa.
Tutto quello che ho finisce sempre li
Improvvisamente mi sento libera e non so se è grazie al mare
ma dico no a chi pensa che tutti abbiamo un prezzo, a chi svende a basso prezzo la sua "felicità",
a chi ha un giudizio su tutto senza guardarti negli occhi, a chi sopravvive senza domande,
a chi non si butterà mai per paura del buio, alle vetrine costruite ad arte,
A chi non si inventa mai. A chi non prova ad essere migliore, anche a costo di fare una figura di merda.

A chi pensa che non c'è mai una scelta.



















*citazione di nonmiricordochi, e mi perdoni..

venerdì 3 aprile 2009

Ho navigato in un mare dove non si arriva mai

L. armeggiava con la mia ferita con disinvoltura.
Ahi!
Ti faccio male?
Si un po'
Lo so, comunque devo farlo, altrimenti non muovi bene poi. Ho quasi finito.
...
E pensa che quello che vedi è solo una piccola parte della ferita che hai, il più è interno.
Inconsciamente L. diceva la verità, di certo non il bisturi aveva scavato le ferite più profonde (anche se la sua parte l'aveva giocata egregiamente, oserei dire) . E io pensavo a quello che si deve essere scavato in altre parti, ma cicatrizzo veloce, me l'hanno detto. In fondo, è sempre lo stesso metabolismo che affronta le cose che graffiano, mi sono detta. E poi sono uscita fuori, a passi più sicuri rispetto a quando ero entrata, e c'era un sole stupendo sulle cose, il termometro segnava 26 gradi, e tutto sembra dirmi che devo trovare la mia via. Ma quale.
Lunedì scorso volevo tagliarmi i capelli cortissimi, non accade da almeno 10 anni. (Pessima idea, dimostrerei 5 anni di meno, e non mi pare il caso).
Martedì volevo andare in Kenya con un amico al quale frulla in testa di aprire un ristorante là. Uhm, no, troppo fantasiosa.
Mercoledì ho riaperto la pagina del bando tirocini all'estero. Niente da fare.
Giovedì. Perchè non prendere una seconda laurea, completamente opposta a quella che ho appena strappato? Quindi interessante intendo.
Venerdì. Oddio, è oggi. Oggi non ho altre idee. Oggi c'è il sole e basta.
Ah no no, non ho le idee confuse.

Ieri, mentre prendevo sonno, mi è venuta in mente un'altra cosa. Ho passato la prima metà della mia vita ad imparare che nelle storie degli uomini tutto finisce pressapoco in questo modo: "...e vissero per sempre felici e contenti". La seconda invece più o meno ha scardinato questo idilliaco (ma necessario per crescere sani di mente, mi hanno detto) e confortante pensiero. Già il fatto di scardinare qualcosa credo sia sempre piuttosto doloroso insomma.
Però. Nella prossima fase dovrei trovare un compromesso a tutto ciò, qualcosa del tipo quello che si ottiene mescolando il rosso con il blu... non lo so. La televisione che ronza al mio fianco mi ha appena lanciato un terrificante messaggio sublinale, proprio mentre stavo formulando un pensiero costruttivo (ogni tanto mi capita anche questo). Comunque, il terrificante messaggio diceva che la crisi che sembra coinvolgerci tutti, non ha intaccato il fatturato delle imprese che si occupano di estetica-cosmesi blablabla come la vogliamo chiamare, anzi esso sembra addirittura aumentato. Soprattutto le unghie, mannaggia, possiamo anche non avere un lavoro degno di questo nome ma le unghie si, queste si che sono importanti, scema io che faccio seccare lo smalto nei bottiglini.
Ma torniamo al mio pensiero costruttivo. E' naufragato mi sa. Qualcosa mi farò venire in mente prima o poi però, promesso.

martedì 31 marzo 2009

Io Vs ? - non conversazioni al bar

Siamo tutti costretti, per rendere sopportabile la realtà, a coltivare in noi qualche piccola pazzia. Marcel Proust



La risposta è no
risposta a cosa?
Alla tua domanda
ma io non ho domande
saresti la prima
come lo sai?
lo so e basta
non mi conosci
appunto
questo è vero
ho visto i tuoi occhi ieri
sei l'unico ad averli visti allora
sono sempre qui
anche quando sono scivolata e ho fatto cadere tutti i bicchieri?

oddio.
ma anche oggi ero qui, proprio da quella finestra. Ho faticato a trovarti però
perchè?
eri nascosta
in che senso?
scuse...eri là in mezzo, per quello non ti vedevo
ah...

Cosa aspetti?
non aspetto un bel niente, io

lo diceva anche berlusconi prima che cadesse il precedente governo
ma che cosa vuoi? la politica non attacca con me. Da te che passi le giornate da quella cazzo di finestra poi...
si vedono un sacco di cose
tipo?
quello che succede mentre tu sei troppo impegnata a pensare ad altro
ah, intendi dire la vita? è vecchia questa comunque
vecchissima
ok mi arrendo...Cosa ci posso fare se non riesco a smettere?
hai provato in farmacia? hanno un rimedio a tutto
non alle mie dipendenze
se soltanto la smettessi di usare quegli occhiali..

Veramente adesso ho le len.. ma scusa, cos'hanno di male, i miei occhiali? mi stanno pure bene
niente, solo non ti servono a vedere
se me li tolgo non ci torno a casa

eppure qualche volta l'hai fatto
non adesso...
cosa è successo?
lo sai benissimo che adesso quel treno non lo prendo più
perchè?
perchè non mi porta da nessuna parte. Niente mi porta da nessuna parte, a dirla tutta
smettila, dio santo

scusa, sono la solita, hai ragione.
Quello che vorrei farti capire è che devi fare qualcosa prima di...
...sparire, dissolvermi, bloccarmi, accecarmi, o semplicemente cambiare?
di tutto un po', ma soprattutto la quarta (l'hai fatto di nuovo)
(cosa?)
ti sei spostata i capelli...
ah quello, si lo faccio sempre quando sono a disagio. Si nota?

no..
Ma tu non devi tornare alla tua postazione?
Non sei brava ad andartene, lo sai..

no... Ma imparerò.

giovedì 26 marzo 2009

Stop & Go - Abito sempre qui da me

..al mondo sono andato, dal mondo son tornato sempre vivo
abito sempre, qui da me


Questo è senza dubbio un anno particolare, infatti adesso che mi accingo a scrivere questo post, non ho idea alcuna di quello che ne verrà fuori, come di quel foglio ruvido mezzo colorato e mezzo bianco frutto di giorni bloccata qui, io e le mie scatole di pastiglie e di guai. Io e il corridoio diventato troppo lungo per i miei ritmi. Io e i tentativi di infilarmi i miei calzini a righe. (Ora ci riesco senza strapparmi troppi muscoli).
E dopo una marea di tempo, ti ritrovi ad aver imbrattato di inchiostro un quaderno e ad essere all'ultima pagina, ancora con la penna in mano e carichissima ma senza sapere più dove scrivere. E' tra tutte quelle parole che troverai qualcosa di te? Io le riciclo, è vero non dovrei, ma devo aspettare i rifornimenti, di carta intendo. Di solito prendo e vado a rifornirmi, ma in questo momento non posso. Lo sapevo benissimo che questo momento sarebbe arrivato prima o poi, solo che la vita segue percorsi strani, è brava a rigirarti in modo strano, a spingerti in strade dove non avresti mai pensato ad andare. E gli obiettivi di prima non sono più così importanti. Perchè li hai già passati, e magari non te ne sei accorto, perchè quando corri non pensi a dove vai, e se ci pensi sei fregato. E quando te ne accorgi li hai già passati da un paio di chilometri, ma fa niente.
Così adesso respiro attimi di primavera, osservo, scivolo, mi ritaglio interi minuti fuori da ogni quadrante. E osservo chi corre, adesso che non lo posso fare (per qualche tempo).

domenica 22 marzo 2009

La libertà di chi ritorna sempre a casa

Sono una persona maledettamente concreta. Una di quelle credono solo a quello che vedono i loro occhi. Non me ne frega niente di tutte quelle stronzate sull'aldilà, gli angeli, la fortuna, i gatti neri. il 17. I sogni poi...? quante cavolate. Però tempo fa ho sognato che moriva Bobi. E oggi ho scoperto che è successo davvero. Ebbene si, un cane. Ma non un cane qualunque, a dispetto del nome. E non dico perchè era il mio cane (non ne ho mai avuti). Lui non era mio, non era di mia zia, non era della vecchietta che lo riempiva degli avanzi del pranzo in cambio di un po' di compagnia. Non era di nessuno. No, non era neanche un randagio. Non aveva un "padrone" nel senso comune, niente guinzagli al suo percorso, ma solo qualcuno che gli dava da mangiare e da dormire e lo amava perchè era impossibile non farlo (entrambe le cose). Era semplicemente libero, più libero di qualcunque essere umano che popolasse il paesello dove ho sempre strapassato le mie estati da bambina e sorvolato quando sono diventata più grande. Ma non è l'estrema egoista libertà del gatto, la sua. E' la libertà di chi passava le notti sul mio poggiolo per salutarmi l'indomani mattina quando uscivo di casa con la mia nuova (ennesima) sbucciatura sul ginocchio. La libertà e l'intelligenza di chi veniva a salutarmi quando vedeva per la prima volta le persiane che lasciavano entrare la luce nella mia casetta, ai primi d'Agosto. Ci sono cresciuta con te, ogni volta eri sempre più grosso e più sporco, ma mi ci rotolavo lo stesso con te, anche quando ho iniziato a truccarmi e pettinarmi un po' di più i capelli (magari non rotolavo proprio, vabbè). E ti venivo a cercare sulle scale da mia zia, a combinare casini su e giù per i prati. Preferivo te a tanti bambini che sfoggiavano in piazzetta vestiti da principi, e indietreggiavano schifati se ti azzardavi a leccarli. Me lo ricordo ancora adesso come si girava in quelle due stradine ad inventarsi cosa fare, sempre noi 4. Dio, quanto mi manca correre fino ad avere male alla milza e il fiato in gola scappando per non farsi sgridare dal vecchietto di turno per aver combinato qualcosa nell'orto. E negare il tutto la sera stessa. Eri di tutti e di nessuno, ma io lo so che se dovevi scegliere con chi andare, venivi con me, avevamo persino il colore dei capelli uguale. E' spiazzantemente vero, osservare come si assomiglino cane e padrone (anche se non è questo il caso). E quando piangevo per qualcosa, come cavolo facevi a capirlo e mi guardavi così? Forse ero solo che guardavo il mondo con lo sguardo magico di una bambina, ma non sono mai stata prodiga nel dare fiducia a nessuno, e ti ho sicuramente guardato così, la scorsa estate, 2008.
Mi mancherai ogni volta che la mia strada mi riporterà al paese, e sentirò l'odore della mia campagna.

mercoledì 18 marzo 2009