sabato 21 novembre 2009
cosa ci fai in mezzo a tutta questa gente
E' cosi difficile toglierti dalla mia mente, ma ancora di più dal mio cuore. Non pensavo nemmeno lo fosse così tanto. Per riuscire a fare qualcosa devo metterti in stand-by, pensare che non esisti, ma tutto questo mi fa anche soffrire perchè non voglio che tu sparisca dalla mia vita, anche se ciò è avvenuto e anche piuttosto bruscamente. Evitare il pensiero fa bene ma fa anche male, pensarci fa bene ma fa anche male. Allora cosa devo fare? Avanzo in questa realtà con rinnovata forza perchè altrimenti è finita ma mi accorgo che non c'è niente di paragonabile a te. Nessuno che valga come te, nel bene e nel male almeno questo lo pensa il cuore perchè la mente gli tira una testata quando tira fuori queste cazzate. La mente sa come fare per salvarmi e meno male che c'è lei altrimenti sarei in balia dell'emozione. E' così bello ma fa così male. Tutte le cose belle sono così il cioccolato bossare la scuola l'amicizia. Te. Te mi hai fatto così male che mi sono riascoltata tutte quelle canzoni dei Velvet che ti piacevano tanto solo per vedere qualcosa dai tuoi occhi. E ho visto cose, rivisto cose che non avevo visto tempo fa, mi sono persa in queste cosa, come mi accade sempre quando ti ripenso. Poi mi ritrovo... O almeno penso di essermi ritrovata ma forse è solo che mi cerco sempre insieme ad una ragione in tutto quello che faccio.
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in the wrong direction
martedì 10 novembre 2009
Il tempo delle parole
Vado in piscina quando ho raggiunto il livello massimo di saturazione possibile. Mi sono riscoperta come una specie di spugna che assorbe cose ma ad un certo punto deve buttarle via. Come se assorbissi di volta in volta un pezzetto del mare e provassi a svuotarlo, a farlo mio o a riempire una conca enorme. Col tempo le cose cambiano e le cose ti cambiano soprattutto per chi ha sempre vissuto in bilico tra il bianco e il nero, tra la calma assoluta e il tumulto dei pensieri che ti avvolgono. Ci sono giorni in cui niente di basta più in cui dimenticare significa vivere, ma dimenticare non è possibile senza prima non lasci che il tuo cuore senta su di sè tutto quello che vuoi dimenticare. Giorni in cui mi consola di più una sigaretta e un giro in macchina che passa e va via dalle solite parole. Giorni in cui non vedi l'ora che suoni la campana, che finisca il tempo delle parole per respirare il vento della libertà. Si, sto bene da sola ultimamente. Ha anche i suoi lati positivi perchè c'è stato un momento in cui stavo male sia con gente che da sola, poi bene con certa gente e male da sola, e adesso trovo più tempo per liberarmi da discorsi e cose inutili.
E' suonata la campanella.
E' suonata la campanella.
lunedì 19 ottobre 2009
Non riesco a.
E' da ieri sera che piango non riesco a smettere. Ho la particolarità di non piangere mai ma la volta che capita non ho limiti. Non riesco mai a limitarmi nelle cose non conosco vie di mezzo da me puoi avere solo tutto o niente. Non riesco a smettere di pensarti nenche per un secondo non riesco a dormire non riesco a mangiare non riesco a studiare non riesco a odiarti non riesco più neanche a pensare a niente che non sia te. Non ho la forza di fare più niente avevo mille progetti mille cose in testa avevo tante cose in mente da inventare e adesso mi sento come se mi avessero tolto tutti i colori dalla testa e ho solo un pastello grigio piccolissimo con cui dipingere una parete enorme mentre tu sei lontano anni luce da me e lo diventi di più ogni secondo che passa. Io vorrei solo stringerti sentire la tua voce sentire il tuo odore e invece sento solo un dolore tremendo che è fisico quasi, anzi senza il quasi. Sento solo quello. Tutto il resto mi arriva in differita come quando sei nel dormiveglia e le voci ti arrivano lontanissime e ti danno un senso di estraneità. Ma il punto è che a me batteva troppo il cuore a te troppo poco io programmo troppo te troppo poco e poi non so. Lo so che era tutto sbagliato che con te non avrei mai potuto pensare di avere un figlio di fare una vita ma non me ne è mai fregato niente non mi importa di questo non voglio la vita prefabbricata che mi hanno sempre raccontato lavoro figli marito stronzate. E' per questo che non sono mai rientrata nei canoni negli schemi nei gruppi nelle categorie comelevogliamchiamare. Volevo l'emozione che provavo quando ti vedevo e che vedevo nei tuoi occhi quando mi vedevi voglio essere di nuovo alla mela e essere talmente felice da provare quasi male e vedere lo stesso nei tuoi occhi voglio di nuovo la cameriera scazzata perchè non l'avevamo neanche vista che era li da mezz'ora a chiederci cosa prendevamo.
Vorrei una vera ragione per mettermi il cuore in pace un motivo per odiarti ad esempio mi basterebbe e invece tutto quello che ho fatto e che mi ha fatto male lo rifarei non uno ma un miliardo di volte e probabilmente sono anche patetica in questo ma so che non ritornerà niente di tutto quello che ho vissuto.
E so che è meglio per me so che è la cosa giusta ma non mi basta adesso, non mi può bastare.
Domani forse.
Vorrei una vera ragione per mettermi il cuore in pace un motivo per odiarti ad esempio mi basterebbe e invece tutto quello che ho fatto e che mi ha fatto male lo rifarei non uno ma un miliardo di volte e probabilmente sono anche patetica in questo ma so che non ritornerà niente di tutto quello che ho vissuto.
E so che è meglio per me so che è la cosa giusta ma non mi basta adesso, non mi può bastare.
Domani forse.
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martedì 13 ottobre 2009
la migliore partenza è quella senza una meta
Partire è sempre un'idea buona. soprattutto se hai le idee confuse. Anche se può succedere che ritorni e le idee sono ancora più intricate. Mia madre al telefono già mi diceva 2 settimane prima che tornassi "ma non è che ti stai un po' inselvatichendo?". "No mamma tranquilla è tutto a posto". Così il treno sferraglia tutto il mio bagaglio indietro. Le infradito rosse sono ormai rilegata ad uso piscina. Università. Lavoro. Trasferte. Vecchi amici che ti studiano un pò. La mia vespa mi saluta con un po' di polvere di più e sembra supplicarmi di farla uscire dal garage. Dico di si. Scivolo via attraverso il traffico senza sapere dove andare e finisco sempre là, senza pensarci. Vorrei evitare di pensare a quanto mi manchi, a quanto vorrei che bastasse fare quei 3 passi e provare a sorprenderti senza mai riuscirci. Ma io ho deciso che i ricordi possono ucciderti quindi ti prendo in giro e rido per farmi forza e ci riesco pure. Tante stupide cose mi ricordano te ma mi fanno sorridere mentre provo a organizzare qualcosa. Programmare è una cosa intelligente almeno quando inutile soprattutto per quanto mi riguarda ma in minima parte inevitabile perchè non ho l'ordine mentale per vivere alla giornata, combinerei troppi casini.
Settimana scorsa. Bar. Caffè. Casino. Gente che si intreccia nel traffico pedonale. Amici. "E' normale che la pensiate diversa tu sei partita così senza sapere un cavolo ti sei innamorata sei rimasta là lei era li a inseguire la sua razionalità tu eri stufa di inseguirla e hai seguito altre cose".
A volte la gente ti sorprende perchè con una frase ti spiaccica li la realtà, come una mosca in trappola.
Settimana scorsa. Bar. Caffè. Casino. Gente che si intreccia nel traffico pedonale. Amici. "E' normale che la pensiate diversa tu sei partita così senza sapere un cavolo ti sei innamorata sei rimasta là lei era li a inseguire la sua razionalità tu eri stufa di inseguirla e hai seguito altre cose".
A volte la gente ti sorprende perchè con una frase ti spiaccica li la realtà, come una mosca in trappola.
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mercoledì 7 ottobre 2009
Rewind
riempivo i minuti come potevo non mi fermavo mai neanche per dormire mi buttavo in tutto quello che mi tirasse via di qui che mi strappasse le radici disperatamente affondate in un terreno che frana accanto a quegli alberi intanto che un po' di me scivolava sempre più via per perdersi negli abissi dell'altrove
ogni tanto mi sedevo nell'unico posto lontano da quegli occhi per ripararmi dal buio della notte
hai una sigaretta no non fumo che cazzo ci fai qui ma ci sto lo stesso perchè respiro meglio in mezzo a fumo e sacchi neri che la fuori
e qualcuno tirava cose contro tutto quel muro che avevo tirato su fino a fregarmi così a fondo da farmi perdere
ogni tanto mi sedevo nell'unico posto lontano da quegli occhi per ripararmi dal buio della notte
hai una sigaretta no non fumo che cazzo ci fai qui ma ci sto lo stesso perchè respiro meglio in mezzo a fumo e sacchi neri che la fuori
e qualcuno tirava cose contro tutto quel muro che avevo tirato su fino a fregarmi così a fondo da farmi perdere
domenica 27 settembre 2009
Inside out

capita che torni a casa e scopri che la tua chiave non apre più il portone
Che cosa c'è da dire per riempire lo spazio tra un giorno e l'altro, tra quei minuscoli pezzi che disseminiamo per le strade, come viaggiatori distratti?
Sono di nuovo qui, così pare, così raccontano le cose disseminate senza un perchè, lo racconta lo spazzolino nuovo e la tazza senza la maniglia. Lo racconta la vespa sempre in riserva. E capita che le strade ritornano e tu ti chiedi se sia sempre uguale anche se ha un sapore diverso. Capita che torni a casa e scopri che la tua chiave non apre più il portone di casa. Capita che guardi il calendario e ti accorgi che è il 27 settembre e la sua maglia ti rimanda la solita scritta "summer is a state of mind". Capita. La radio rimanda nuove canzoni, la testa vola al di là di questi confini e ... si confonde. E non ci sta a perdersi nei ricordi dei ripetuti flash lei vuole solo andare avanti anche se a volte tutto questo ti entra dentro con la forza di un uragano fino a darti uno strano dolorenondeltuttotale mai provato. Perchè lei passa dall'avere il tutto al niente in pochi attimi ormai.
domenica 14 giugno 2009
So far away
Sono punto e a capo, con una grossa valigia da riempire di cose. Hai quella, hai l'idea di cosa metterci dentro niente da lasciarti dietro sei a posto insomma. Allora perchè, quell'esitazione? perchè se hai appena riso in faccia a chi ha osato dirti lasci tutti così, e te ne vai lontana. Lontana. Che concetto abusato. sono lontana anni luce da chi dorme vicino a me. Se soltanto tagliare le distanze servisse ad avvicinarmi farei di tutto, diventerei un viaggiatore globale, impassibile alle barriere geografiche e culturali. al jat lag e alle stagioni, alla vento gelido che ti sferza la pelle o allo scirocco che ti secca la gola. Che è ineguagliabile la sensazione che provi mentre provi a raggiungere qualcuno che ami. E lo farei due, tre (cento) volte al mese come un bambino che ha scoperto un nuovo gioco meraviglioso e non vuole andare a dormire perchè non capisce come si possa sprecare tanto tempo così. Perchè lo spazio di una notte può essere sconfinato da mozzarti il respiro.
Apro gli occhi. Valigia sempre aperta, qualcuno da qualche parte sta sognando, chissà cosa, io scrivo. Scrivo per capire. Scrivo perchè non c'è nulla da fare. Perchè.
Perchè vorrei infilarci anche i miei sogni, là dentro.
Spedirli lontano, si dove nessuno possa giocarci questa assurda partita di ping-pong.
Apro gli occhi. Valigia sempre aperta, qualcuno da qualche parte sta sognando, chissà cosa, io scrivo. Scrivo per capire. Scrivo perchè non c'è nulla da fare. Perchè.
Perchè vorrei infilarci anche i miei sogni, là dentro.
Spedirli lontano, si dove nessuno possa giocarci questa assurda partita di ping-pong.
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