La musica era quella, stringevo i denti mentre mi allacciavo le scarpe e mi dicevo che era questione di tempo e sarebbe andato a posto.
Ma la temperatura scendeva sempre di più e il mio finale si distanziava sempre di più dal loro anche se respirava lo stesso odore.
E io piangevo tutte le notti e tornavo sempre più tardi.
E tutte le strade mi ricordavano quanto non ero più al mio posto, quanto fossi lontana da tutto ormai.
Non ho più sofferto così tanto, anche se mi ricordo ogni singolo momento in cui non vedevo davvero più nulla.
Non sono più stata la stessa persona di prima.
Me lo racconta pure lo specchio, ci sono cose che hanno lasciato qualche traccia nel modo in cui guardo le cose, nel modo in cui le cose mi entrano o non entrano dentro.
Anche la mia faccia è differente.
Io sono differente.
ho smesso di cercarmi e di cercare di piacere.
ho un contratto a tempo determinato, anzi no, una collaborazione occasionale con le cose della mia vita.
lunedì 6 settembre 2010
sabato 31 luglio 2010
Sottotitolo: la pagina richiesta non è stata trovata.
Pensi di averlo già toccato, di conoscerlo già bene e invece non è vero.
Si può scendere anche più in basso.
Oh, eccome se è possibile.
Tenere insieme i lembi delle cose da sola non è possibile, me lo dicevano quelli che distribuivano la furbizia, ma io mi facevo i fatti miei come al solito e non ascoltavo.
Perchè capita che molli uno di quei lembi, e tutto va a puttane.
E non me ne frega niente questa volta, ci sputo sopra su questi lembi.
Buffo come la meschinità ti faccia il regalo al compleanno da una vita, abbia dormito nel letto con te, ti abbia visto quando proprio eri rimasto senza più niente, ti abbia chiamato in lacrime tutte quelle volte. A volte persino aveva asciugato le tue.
E poi è stato come se tutto questo non fosse mai valso a niente, non puoi essere sempre tu a riappiccicare i pezzi, NON puoi. La devi smettere una volta per tutte.
Lo capisco solo adesso... mentre guardo quei pezzetti tutti li in terra con aria tra l'incredula e nauseata. Anzi li pesto ancora un po', e butto fuori anidride carbonica mista a un po' di veleno da me autoprodotto personalmente nelle ultime .... ore? giorni? mesi? più mesi?
Ora BASTA.
Si può scendere anche più in basso.
Oh, eccome se è possibile.
Tenere insieme i lembi delle cose da sola non è possibile, me lo dicevano quelli che distribuivano la furbizia, ma io mi facevo i fatti miei come al solito e non ascoltavo.
Perchè capita che molli uno di quei lembi, e tutto va a puttane.
E non me ne frega niente questa volta, ci sputo sopra su questi lembi.
Buffo come la meschinità ti faccia il regalo al compleanno da una vita, abbia dormito nel letto con te, ti abbia visto quando proprio eri rimasto senza più niente, ti abbia chiamato in lacrime tutte quelle volte. A volte persino aveva asciugato le tue.
E poi è stato come se tutto questo non fosse mai valso a niente, non puoi essere sempre tu a riappiccicare i pezzi, NON puoi. La devi smettere una volta per tutte.
Lo capisco solo adesso... mentre guardo quei pezzetti tutti li in terra con aria tra l'incredula e nauseata. Anzi li pesto ancora un po', e butto fuori anidride carbonica mista a un po' di veleno da me autoprodotto personalmente nelle ultime .... ore? giorni? mesi? più mesi?
Ora BASTA.
domenica 4 luglio 2010
time is out
Se soltanto riuscissi a fermare il mio folle correre, avrei persino il tempo per dire a me stessa che ho fatto un buon viaggio. (adoro questo termine) Quindi, a differenza di tanti, mi riprenderò un po' del mio tempo, perchè me lo posso permettere.
Perchè sono io che lo decido. Il male che mi faccio e anche il bene.
Vedi, sprechiamo un'infinità di tempo a litigare su chi abbia ragione, e a volte pensiamo di non avercela mentre parliamo. Almeno a me capita, nel preciso istante in cui discuto, dubito. Anche se faccio finta di niente e insisto.
Poi il tempo a volte, ci dà ragione.
E questa volta ce l'ho avuta davvero, negli ultimi tre anni, posso dirlo, in circostanze cruciali, che forse sarebbe stato meglio mi fossi sbagliata. O forse no chi può dirlo. Ma tante cose le annuso da lontano, non so spiegare il perchè razionalmente so solo che a volte non mi capisco da sola e mi capisco solo più tardi.
Sono andata via, alla fine, perchè non c'era niente da salvare più.
E ogni volta, andandomene, di nuovo il vuoto che di solito riempio di impalpabili zavorre, non sono ipocrita da negarlo.
E la vedo intorno... tutta quella zavorra che non ho più.
E si, un po' me ne compiaccio.
Perchè sono io che lo decido. Il male che mi faccio e anche il bene.
Vedi, sprechiamo un'infinità di tempo a litigare su chi abbia ragione, e a volte pensiamo di non avercela mentre parliamo. Almeno a me capita, nel preciso istante in cui discuto, dubito. Anche se faccio finta di niente e insisto.
Poi il tempo a volte, ci dà ragione.
E questa volta ce l'ho avuta davvero, negli ultimi tre anni, posso dirlo, in circostanze cruciali, che forse sarebbe stato meglio mi fossi sbagliata. O forse no chi può dirlo. Ma tante cose le annuso da lontano, non so spiegare il perchè razionalmente so solo che a volte non mi capisco da sola e mi capisco solo più tardi.
Sono andata via, alla fine, perchè non c'era niente da salvare più.
E ogni volta, andandomene, di nuovo il vuoto che di solito riempio di impalpabili zavorre, non sono ipocrita da negarlo.
E la vedo intorno... tutta quella zavorra che non ho più.
E si, un po' me ne compiaccio.
giovedì 3 giugno 2010
Fifteen sunrises
[15 albe e 15 tramonti in un giorno.]
A volte ho la sensazione che sia tutto un tramonto lungo 24 ore.
O che non sia mai neanche sorto lui.
Mi asciugo i capelli che ritornano come voglio io, almeno loro.
Un vortice di immagini mi passa davanti come a dirmi che ci sono state.
Ma io dimentico.
Le cose sporche che vedo, le cose belle.
Ripulisco tutto, è la cosa più furba che abbia imparato.
Non imparo mai niente.
D. sta guidando e stacca la mano dal cambio per prendere quella di M.
Ecco che improvvisamente (dal sedile dietro staccando gli occhi dalla strada) mi ricordo quello che ho imparato a dimenticare.
[qualcuno dice che vince chi dimentica]
Ma è tutto in un attimo, e poi ho già scordato.
Oh the way you held my hand
I knew that it was now or never
Those were the best days of my life
Back in the summer of '69
A volte ho la sensazione che sia tutto un tramonto lungo 24 ore.
O che non sia mai neanche sorto lui.
Mi asciugo i capelli che ritornano come voglio io, almeno loro.
Un vortice di immagini mi passa davanti come a dirmi che ci sono state.
Ma io dimentico.
Le cose sporche che vedo, le cose belle.
Ripulisco tutto, è la cosa più furba che abbia imparato.
Non imparo mai niente.
D. sta guidando e stacca la mano dal cambio per prendere quella di M.
Ecco che improvvisamente (dal sedile dietro staccando gli occhi dalla strada) mi ricordo quello che ho imparato a dimenticare.
[qualcuno dice che vince chi dimentica]
Ma è tutto in un attimo, e poi ho già scordato.
Oh the way you held my hand
I knew that it was now or never
Those were the best days of my life
Back in the summer of '69
sabato 22 maggio 2010
Il fumo provoca il cancro
"Tanto più è profondo il pozzo, meno arrivano gli spruzzi, tanto più ristagna il tuo disprezzo."
E' dura vivere in una realtà che non condividi nella sua pressochè intrinseca essenza. E accorgersi che con tutto ciò ci hai sempre convissuto a malincuore, fin da quando ti riempivano la testa di cazzate a catechismo ad esempio, e tu a sentirti in colpa e quello "diverso e sbagliato" perchè non ci hai mai creduto. Perchè le cose insegnate a tavolino mi hanno sempre dato la nausea, i regali di gruppo, le ricorrenze l'ipocrisia travestita di una maschera di finti sorrisi. E trovalo tu, se sei capace, un sorriso vero, strappamelo, se ci riesci. E poi insomma, diciamocelo, ci si fa forza, si manda giù qualche boccone e qualcosa ci si deve pur omologare, seppur mantenendo sempre un po' di stile. Ti guarderanno anche male, una ragazza che si incazza non va mica bene. Dobbiamo stare tutti in riga. Ma che schifo.
E poi ci sei tu che mi infastidisci. Forse dovresti mancarmi, forse dovresti essermi indifferente, ma mi dai fastidio. Nell'ambito dei prossimi giorni potrei cambiare idea quelle 4-6 mila volte forse.
Strano a dirsi, nonostante tutto ciò, si sta meglio. Conoscere le origini del proprio male ha un non so che di appagante, come se finalmente iniziassi a capire il valore che c'è, nascosto sotto una testa matta come la mia. Accorgersi che... nonostante tutto.
Avevo ragione io. Le mie sensazioni non sbagliano.
Mi fa ridere quello che c'è scritto su certi pacchetti "il fumo provoca il cancro".
Perchè, fidarsi della gente invece?
E' dura vivere in una realtà che non condividi nella sua pressochè intrinseca essenza. E accorgersi che con tutto ciò ci hai sempre convissuto a malincuore, fin da quando ti riempivano la testa di cazzate a catechismo ad esempio, e tu a sentirti in colpa e quello "diverso e sbagliato" perchè non ci hai mai creduto. Perchè le cose insegnate a tavolino mi hanno sempre dato la nausea, i regali di gruppo, le ricorrenze l'ipocrisia travestita di una maschera di finti sorrisi. E trovalo tu, se sei capace, un sorriso vero, strappamelo, se ci riesci. E poi insomma, diciamocelo, ci si fa forza, si manda giù qualche boccone e qualcosa ci si deve pur omologare, seppur mantenendo sempre un po' di stile. Ti guarderanno anche male, una ragazza che si incazza non va mica bene. Dobbiamo stare tutti in riga. Ma che schifo.
E poi ci sei tu che mi infastidisci. Forse dovresti mancarmi, forse dovresti essermi indifferente, ma mi dai fastidio. Nell'ambito dei prossimi giorni potrei cambiare idea quelle 4-6 mila volte forse.
Strano a dirsi, nonostante tutto ciò, si sta meglio. Conoscere le origini del proprio male ha un non so che di appagante, come se finalmente iniziassi a capire il valore che c'è, nascosto sotto una testa matta come la mia. Accorgersi che... nonostante tutto.
Avevo ragione io. Le mie sensazioni non sbagliano.
Mi fa ridere quello che c'è scritto su certi pacchetti "il fumo provoca il cancro".
Perchè, fidarsi della gente invece?
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in the wrong direction
domenica 4 aprile 2010
Sarebbe meglio tenersi leggeri, a cena...
due settimane fa ho sognato che finiva il mondo. Me lo ricordo in modo nitido e pulito, nonostante la sostanza dei sogni sia quel che sia. Sono pochi i sogni brutti che faccio, ammetto. Ricordo perfettamente il vento che strappava via tutto quello che ha le radici, il rumore e la sensazione di precarietà che mi avvolge. Accendi la tv e senti di terremoti ogni 2x3 ormai. Navi cinesi che devastano la barriera corallina. Stiamo distruggendo tutto con le nostre stesse mani e la cosa più assurda e che ci stupiamo delle conseguenze delle nostre azioni. Io forse sono paranoica entro certi limiti, ma ho come la sensazione che qualcosa dentro la terra si stia ribellando alle logice perverse del mondo, se di logiche possiamo parlare. Ma mi sono abituata anche a ciò, non sono in un momento di crisi profonda interiore (figuriamoci se lo fossi!), ogni generazione ha le sue tattiche di difesa contro la consapevolezza di ciò che le sta intorno. Ho imparato a non dipendere più da nulla, ho imparato a ripararmi dal vento che soffia dentro e fuori. Immagino che sia anche questo crescere, accorgersi che tutto quello che ti hanno raccontato, beh quasi tutto, era una gigantesca colossale presa per il culo.
Avevano ragione a dire che il teatro è simile alla vita. Io adesso me lo immagino così, con la maggior parte degli attori che recita inconsapevolmente un copione e si aspetta un applauso da coloro che stanno di là, su delle poltrone rosse, compiaciuti che le cose stiano andando proprio come loro si erano prefissati.
Per fortuna c'è qualcuno che se rende conto, e io vivo alla ricerca di questo.
E' uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare.
Avevano ragione a dire che il teatro è simile alla vita. Io adesso me lo immagino così, con la maggior parte degli attori che recita inconsapevolmente un copione e si aspetta un applauso da coloro che stanno di là, su delle poltrone rosse, compiaciuti che le cose stiano andando proprio come loro si erano prefissati.
Per fortuna c'è qualcuno che se rende conto, e io vivo alla ricerca di questo.
E' uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare.
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paranoie inutili
lunedì 22 marzo 2010
Domanda
Vorrei che qualcuno mi spiegasse la differenza tra l'essere innamorati, e l'essere dei perfetti coglioni.
Perchè non mi è affatto chiara.
Perchè non mi è affatto chiara.
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