da stasera sono entrata anch'io nel club degli stronzi.
Il che non è esattamente come me la ero immaginata stando dall'altra parte (quella dei cretini, ndr). Ma gli stronzi credo che insomma, nascano con il timbro sul sedere ad esempio, mica se lo devono fare tatuare. Questo tatuaggio fa male, mi dà un fastidio perchè non sono io, non mi sento io. Sono sempre stata quella che ti lascia l'ultimo morso della merendina anche se ha una fame nera se ti vuole bene.
E insomma...ritrovarmi a sbafarmela tutta mi lascia un po' così.
Chi cavolo sono delle due? Ho paura di essere cambiata, mi fa una tremenda paura essere diversa da quello che ho sempre pensato di essere, come se la stessi dando vinta al mondo nonostante tutta la mia ansia di.
Perchè tutto sommato, la parte della cretina mi piace di più.
mercoledì 6 aprile 2011
mercoledì 16 marzo 2011
Le cose che capisco più tardi
Partendo dal presupposto che di solito sono l'ultima ad accorgersi di cose che tutti notano subito, tipo la nuova macchina del capo, mi accorgo però se il mio vicino di computer non ha dormito quella notte, o se è contento più del solito, o i calzini a righe che ha. Ho questa fissa di osservare gli stati d'animo della gente, anche quella che mi sta sull'anima. Forse non avrei dovuto darmi all'economia, chissà chi può dirlo. Probabilmente se di lavoro facessi la psicologa, passerei il mio tempo libero a contare le nuvole nel cielo pur di non osservare nessuno.
Non volevo dire questo però. Volevo dire di quelle cose, semplici, che hai dentro la testa da sempre solo che o non sai ancora parlare, o sei troppo occupato a parare i colpi, o a finire qualcosa che poi fa iniziare qualcosa di altro, che ti fa a sua volta iniziare un'altra cosa e poi ti dimentichi quelle cose li iniziali.
Ci dimentichiamo di tutto.
Anche di essere degli animali in fondo.
Anche se viviamo in una realtà antisettica, tra asfalto e aria condizionata. Siamo animali egoisti, che annusano svuotano e a volte amano.
Totalmente in balia degli agenti atmosferici per di più.
Solo che i nostri bambini adesso si rincoglioniscono alla Playstation e pensano che anche nella vita il game over sia facilmente eludibile ricominciando da capo.
Ogni tanto però eccola che ritorna, quella mania di capire le cose dopo, devo dire che almeno quelle le capisco bene, non me le dimentico come i fiumi d'Italia.
La vita di ufficio mi fa desiderare di andare a fare il bagno agli elefanti, di mestiere.
Non volevo dire questo però. Volevo dire di quelle cose, semplici, che hai dentro la testa da sempre solo che o non sai ancora parlare, o sei troppo occupato a parare i colpi, o a finire qualcosa che poi fa iniziare qualcosa di altro, che ti fa a sua volta iniziare un'altra cosa e poi ti dimentichi quelle cose li iniziali.
Ci dimentichiamo di tutto.
Anche di essere degli animali in fondo.
Anche se viviamo in una realtà antisettica, tra asfalto e aria condizionata. Siamo animali egoisti, che annusano svuotano e a volte amano.
Totalmente in balia degli agenti atmosferici per di più.
Solo che i nostri bambini adesso si rincoglioniscono alla Playstation e pensano che anche nella vita il game over sia facilmente eludibile ricominciando da capo.
Ogni tanto però eccola che ritorna, quella mania di capire le cose dopo, devo dire che almeno quelle le capisco bene, non me le dimentico come i fiumi d'Italia.
La vita di ufficio mi fa desiderare di andare a fare il bagno agli elefanti, di mestiere.
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vita e geometrie
sabato 5 marzo 2011
Prima o poi.
Mi dico sempre che ti chiamerò ma non lo faccio mai.
Quanto tempo che non ti sento?
Sto bene sai. Dormo alla notte, lavoro, studio, rido, bevo, faccio la scema come non facevo prima.
Mi sono fatta i capelli ricci.
Provo a raccontare bugie alla gente a volte.
Ho iniziato a fumare, ho smesso di fumare.
Ho avuto un paio di storie sceme.
Chissà che diresti tu, tu che mi dicevi sempre che ero solo la tua.
Credo di esserla sempre, la tua.
Anche se adesso rido e posso tornare nel buio della notte senza avere più quella paura, quel vuoto che mi avevi lasciato.
Se pesco chi un giorno ha detto "il tempo è un gran dottore" lo lego a un sasso stretto stretto e poi lo butto in fondo al mare.
Ho fatto anche l'amore senza di te.
E il dubbio è sempre quello li.
Quanto tempo che non ti sento?
Sto bene sai. Dormo alla notte, lavoro, studio, rido, bevo, faccio la scema come non facevo prima.
Mi sono fatta i capelli ricci.
Provo a raccontare bugie alla gente a volte.
Ho iniziato a fumare, ho smesso di fumare.
Ho avuto un paio di storie sceme.
Chissà che diresti tu, tu che mi dicevi sempre che ero solo la tua.
Credo di esserla sempre, la tua.
Anche se adesso rido e posso tornare nel buio della notte senza avere più quella paura, quel vuoto che mi avevi lasciato.
Se pesco chi un giorno ha detto "il tempo è un gran dottore" lo lego a un sasso stretto stretto e poi lo butto in fondo al mare.
Ho fatto anche l'amore senza di te.
E il dubbio è sempre quello li.
domenica 13 febbraio 2011
smettere di.
Bisognerebbe stare attenti a non amare troppo i difetti di nessuno, è difficile smettere con quelle cose li.
Bisognerebbe anche stare attenti a non sforzarci troppo di non amare più, perchè si rischia di riuscirci.
E anche da questo è difficile smettere.
Bisognerebbe anche stare attenti a non sforzarci troppo di non amare più, perchè si rischia di riuscirci.
E anche da questo è difficile smettere.
domenica 2 gennaio 2011
Arrivi e te ne vai.
Nulla è mai abbastanza. Nulla che provenga da qui.
Ho visto andare via gente. Qualcuno l'ho rincorso per un po', qualcuno l'ho rimpianto per un po', per qualcuno mi sono sentita liberata, per qualcuno ho pensato di non provare mancanza, qualcuno l'ho chiuso fuori dalla mia vita a doppia mandata, per qualcuno ho finito le lacrime già da un po'. In generale hanno contribuito a lasciarmi l'amaro in bocca, quando mi sento fragile.
Quando ci si sente fragili tutto ci ferisce di più.
Facciamo che sia il 01/01/11 e facciamo che non abbia rifatto il letto e neanche ripiegato il pigiama.
Facciamo che... cosa si aspetta il mondo da me adesso?
Ah si, i buoni propositi.
(No, il pigiama lo cambio domani promesso).
Ho visto andare via gente. Qualcuno l'ho rincorso per un po', qualcuno l'ho rimpianto per un po', per qualcuno mi sono sentita liberata, per qualcuno ho pensato di non provare mancanza, qualcuno l'ho chiuso fuori dalla mia vita a doppia mandata, per qualcuno ho finito le lacrime già da un po'. In generale hanno contribuito a lasciarmi l'amaro in bocca, quando mi sento fragile.
Quando ci si sente fragili tutto ci ferisce di più.
Facciamo che sia il 01/01/11 e facciamo che non abbia rifatto il letto e neanche ripiegato il pigiama.
Facciamo che... cosa si aspetta il mondo da me adesso?
Ah si, i buoni propositi.
(No, il pigiama lo cambio domani promesso).
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strange people
mercoledì 1 dicembre 2010
tutto si trasforma tranne l'odore del vento
Fuori fa un freddo cane mentre mi infilo il secondo paio di calze, tiro un morso alla brioche e calcolo mentalmente se sono coperta abbastanza.
Cazzo ma quella che scende è neve.
Le due ruote sono adorabili ma richiedono una certa preparazione fisica.
Falso allarme.
Niente neve, ma sul cruscotto lampeggia un "3 gradi". Ecco, vada bene per la spia della riserva che faccia i capricci (dopotutto con quella mi abbronzo) ma i gradi, quelli proprio no.
E dicevo, pensavo, schivavo le pozzanghere, e schivavo la mia tendenza a darmi le colpe non necessarie e a non vedere le colpe reali.
Prova a essere sincera con te stessa. Ok.
Vorrei da morire (non puoi capire quanto) andare sui mercatini con te, tenere la tua mano ed essere dentro la tua vita, anche solo per un giorno.
Vorrei concentrarmi di più in quello che faccio.
Vorrei non credere, che se le cose sono andate così, sia prevalentemente colpa mia e del mio brutto carattere impulsivo e selvatico.
Il freddo così intenso mi fa pensare alle cose belle che ci sono da fare, al fatto che il calendario ha fatto un giro, e io non sono più convinta di essere ferma, come un anno fa.
Tutto si trasforma tranne l'odore del vento.
Cazzo ma quella che scende è neve.
Le due ruote sono adorabili ma richiedono una certa preparazione fisica.
Falso allarme.
Niente neve, ma sul cruscotto lampeggia un "3 gradi". Ecco, vada bene per la spia della riserva che faccia i capricci (dopotutto con quella mi abbronzo) ma i gradi, quelli proprio no.
E dicevo, pensavo, schivavo le pozzanghere, e schivavo la mia tendenza a darmi le colpe non necessarie e a non vedere le colpe reali.
Prova a essere sincera con te stessa. Ok.
Vorrei da morire (non puoi capire quanto) andare sui mercatini con te, tenere la tua mano ed essere dentro la tua vita, anche solo per un giorno.
Vorrei concentrarmi di più in quello che faccio.
Vorrei non credere, che se le cose sono andate così, sia prevalentemente colpa mia e del mio brutto carattere impulsivo e selvatico.
Il freddo così intenso mi fa pensare alle cose belle che ci sono da fare, al fatto che il calendario ha fatto un giro, e io non sono più convinta di essere ferma, come un anno fa.
Tutto si trasforma tranne l'odore del vento.
sabato 16 ottobre 2010
di passaggio nel mio autunno
"Sai che ognuno c'ha i suoi sogni da inseguire
per stare a galla e non affondare no, no.".
Sembra strano ma ho trovato un salvagente.
Tutto colorato e pieno di aria e di niente e di tutto, come i sogni miei. Ti accorgi che stare a galla è tutta una cosa soggettiva, è come imparare a nuotare, straordinariamente uguale. E se ti guardi indietro a volte sembra perfino che le cose siano li distrattamente allineate da un caso a volte perfido a volte smemorato ma che ti ha lasciato una possibilità. Quella di rimescolare i colori a modo tuo e dipingere aree che prima rimanevano grigie.
Non sono più innamorata, non sono più arrabbiata, non sono più stanca. Non sono più illusa, non sono più in fila con il numerino per la felicità. Una volta o due mi è parso di capire che se la barca non va in fondo al mare, il domani avrà un nuovo sapore. Vale a dire cose come la felicità o i momenti di "paturnia" (per dirla alla Audrey Hepburn) non fanno bene al mio cuore.
Lotto per lasciarlo in equilibrio, precario e impalpabile, ma non per questo irraggiungibile.
Provo solo a usare i colori che ho scoperto di avere e che non pensavo ci fossero.
per stare a galla e non affondare no, no.".
Sembra strano ma ho trovato un salvagente.
Tutto colorato e pieno di aria e di niente e di tutto, come i sogni miei. Ti accorgi che stare a galla è tutta una cosa soggettiva, è come imparare a nuotare, straordinariamente uguale. E se ti guardi indietro a volte sembra perfino che le cose siano li distrattamente allineate da un caso a volte perfido a volte smemorato ma che ti ha lasciato una possibilità. Quella di rimescolare i colori a modo tuo e dipingere aree che prima rimanevano grigie.
Non sono più innamorata, non sono più arrabbiata, non sono più stanca. Non sono più illusa, non sono più in fila con il numerino per la felicità. Una volta o due mi è parso di capire che se la barca non va in fondo al mare, il domani avrà un nuovo sapore. Vale a dire cose come la felicità o i momenti di "paturnia" (per dirla alla Audrey Hepburn) non fanno bene al mio cuore.
Lotto per lasciarlo in equilibrio, precario e impalpabile, ma non per questo irraggiungibile.
Provo solo a usare i colori che ho scoperto di avere e che non pensavo ci fossero.
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