mercoledì 30 dicembre 2009
Perchè si muore, senza combattere?
Rileggo tutto e ho paura di avere scritto una marea di cosa sceme, non mi ricordo dove volevo andare a parare. Non lo so mai. Eppure ci arrivo sempre, da qualche parte, lo so e ne sono certa. Mi riconosci, mi ritrovi in quello sguardo di chi arriva un po' in ritardo perchè ha paura di arrivare in anticipo, di chi ha perso troppo tempo nel posto sbagliato. Anche se nel momento che lo lascia pensa che magari non era poi così sbagliato. Mi ritrovi a ridere perchè hanno rinviato l'esercitazione antincendio causa maltempo (cose che possono capitare: metti che piova vuoi che ci bagniamo per non bruciare vivi?).
Nell'estrema contraddizione dei minuti che ci avvolgono, buon anno gente. Anzi, buon giro.
giovedì 10 dicembre 2009
Ridammi le stelle
Ma poi ho capito che non era la stessa cosa. E ho capito anche il perchè.
Guardo il cielo, e magari non le riesco più a vedere loro, ma penso che forse tu con me non le hai mai volute guardare, anche quando c'erano, ed erano talmente tante da lasciarmi senza fiato. Io le guardavo e tu continuavi a fumare, forse per questo adesso io sono qui e tu chissà.
sabato 21 novembre 2009
cosa ci fai in mezzo a tutta questa gente
martedì 10 novembre 2009
Il tempo delle parole
E' suonata la campanella.
lunedì 19 ottobre 2009
Non riesco a.
Vorrei una vera ragione per mettermi il cuore in pace un motivo per odiarti ad esempio mi basterebbe e invece tutto quello che ho fatto e che mi ha fatto male lo rifarei non uno ma un miliardo di volte e probabilmente sono anche patetica in questo ma so che non ritornerà niente di tutto quello che ho vissuto.
E so che è meglio per me so che è la cosa giusta ma non mi basta adesso, non mi può bastare.
Domani forse.
martedì 13 ottobre 2009
la migliore partenza è quella senza una meta
Settimana scorsa. Bar. Caffè. Casino. Gente che si intreccia nel traffico pedonale. Amici. "E' normale che la pensiate diversa tu sei partita così senza sapere un cavolo ti sei innamorata sei rimasta là lei era li a inseguire la sua razionalità tu eri stufa di inseguirla e hai seguito altre cose".
A volte la gente ti sorprende perchè con una frase ti spiaccica li la realtà, come una mosca in trappola.
mercoledì 7 ottobre 2009
Rewind
ogni tanto mi sedevo nell'unico posto lontano da quegli occhi per ripararmi dal buio della notte
hai una sigaretta no non fumo che cazzo ci fai qui ma ci sto lo stesso perchè respiro meglio in mezzo a fumo e sacchi neri che la fuori
e qualcuno tirava cose contro tutto quel muro che avevo tirato su fino a fregarmi così a fondo da farmi perdere
domenica 27 settembre 2009
Inside out

domenica 14 giugno 2009
So far away
Apro gli occhi. Valigia sempre aperta, qualcuno da qualche parte sta sognando, chissà cosa, io scrivo. Scrivo per capire. Scrivo perchè non c'è nulla da fare. Perchè.
Perchè vorrei infilarci anche i miei sogni, là dentro.
Spedirli lontano, si dove nessuno possa giocarci questa assurda partita di ping-pong.
giovedì 11 giugno 2009
Due
Eppure, nonostante questo, la stimava. E lei non riusciva a capire il perchè, anche quella sera d'Agosto quando si erano ritrovati a fumarsi una sigaretta sul balcone del vecchio locale di Jack, loro amico.
La sua valigia era ancora in camera, completamente intatta come la sua casa dopo tutti quei mesi di assenza: tutto era ineccepibilmente rimasto come lo aveva lasciato, solo la polvere sui mobili tradiva i segni della sua assenza. Si era fatta una doccia e aveva messo le prime cose che aveva trovato nell'armadio, ossia una camicia azzurra che era diventata ormai troppo larga, e una gonna a fiori che non ricordava neanche di aver comprato. Lo specchio restituiva un immagine nuova, e una intensa abbronzatura colorava la sua pella. "Tremenda questa gonna" pensava mentre componeva il suo numero e intanto si infilava le scarpe.
E mezz'ora dopo eccoli a chiacchierare come se il tempo non fosse passato, sono le persone così quelle con cui ti senti a casa anche in mezzo ad un temporale. Così...come? Quelle che ti guardano e con quello sguardo capiscono se dici la verità, se sei felice. Quelle a cui puoi dire tranquillamente di esserti dimenticata di pagare la terza multa del mese, o di aver insultato la proprietaria del negozio pensando che non sentisse. Insomma, quelle cose li, e da cosa nasce cosa. Edoardo scoppia a ridere all'immagine della fede che scivola verso il fondo del mare. "Potevi almeno darla via, sono tempi duri cavolo. E adesso cosa farai?".
lunedì 8 giugno 2009
Questione di pancia
Ci sono cose nella vita che non puoi spiegarti, in effetti qui dentro ce le butto tutte oserei dire, potremmo chiamarlo il blog delle domande senza risposta. E per queste cose le amiche sono sempre li pronte a dirti di tutto, a dirti La mi stupisco di te La ma cosa hai fatto? La perchè non me l'hai detto prima?. Ma io le decisioni le prendo di pancia che è come una specie di via di mezzo tra il cuore e la mente che non so bene cos'è.
Mi piaci perchè mi piace il modo in cui mi parli, mi scrivi, mi guardi. Mi ha colpito la prima volta che ci siamo visti il modo in cui mi guardavi e mi sono anche sentita in imbarazzo perchè nessuno mi aveva mai guardata in quel modo, come se volessi studiare e non fare scivolare via più ogni mio dettaglio. Sono una persona purtroppo razionale, ma per necessità non per natura. L'impulsività mi hanno insegnato a trattenerla per la maggior parte del tempo per evitare casini di svariate tipologie. In te ho sempre visto qualcuno che non avevo mai visto in questa realtà in cui mi dibatto tutti i giorni, e riuscivi sempre a farmi fuggire, per finire dove non so ma che importa. E anch'io sono sempre stata spezzata in due con te, spinta da forze opposte e piuttosto potenti, che lottavano per prevalere. Hai sempre avuto la capacità di non farmi capire più niente, io che sono sempre quella che ha sempre la soluzione più giusta da tirare fuori dalle tasche. Quella che ha sempre un piano B, che considera tutte le strade possibili ma che sa benissimo che quella da prendere è una sola. Anche se è senza uscita.
E vorrei te e basta e vorrei che lo sapessi e vorrei che tu potessi capirlo che non mi importa di avere la chiave per la tua vita, vorrei solo respirare per poco quello che respiri tu.
E mi fa paura pensare a quello che provo e butto qui di colpo, e accorgermi di essere una maledetta ingenua ancora.
La stessa ingenua che deve sbrigarsi e uscire a andare a pagare l'assicurazione prima che gli uffici chiudano, maledizione.
giovedì 4 giugno 2009
Bilancia & co.
Anche se non vincevo mai una battaglia.
lunedì 1 giugno 2009
Sopra di noi ma neanche tanto
E così vado a caccia di eccezioni, è molto più interessante.
giovedì 28 maggio 2009
Miriam
entrambe o nessuna delle due. E neanche a dirlo, i treni sono sempre in ritardo, almeno in questo si assomigliavano. Lo sguardo frugava nel buio alla ricerca di una forma, una casa, qualcosa da studiare.
Una faccia da bambina, era quella che aveva visto incrociando lo specchio quella mattina, sorprendentemente. Lo specchio è uno stronzo, ti fa vedere cose che non ti aspetti a volte, non possiamo mai dire di conoscere davvero una persona che non possiamo guardare in faccia. In primis noi stessi.
Sorpresa si guardò la mano sinistra, stranamente libera. Si perchè fin da piccola, quando lasciava un porto aveva l'irrefrenabile tentazione di lasciare qualcosa al mare. La prima volta era un'estate bollente e lei aveva 6 anni e le era volata una ciabatta mentre la nave portava i suoi sogni ancora freschi su altre spiagge. Involontario ma necessario, poi volontario. Quella volta ad essere scaraventata tra i flutti era stata la fede, ricordo di un matrimonio che non esisteva più. Aveva visto posti diversi, riso fino alle lacrime, pianto fino a non avere più lacrime, parlato con persone speciali e che non sapevano niente della sua storia, nè del suo conto in banca nè del suo pezzetto di mondo. Ed era stato fantastico.
Ora era tutto alle sue spalle forti, il treno sferragliava piano verso casa sua, tagliando l'aria come un messaggio di speranza per coloro che hanno solo bisogno del la per riniziare.
Che basta davvero poco a volte, per trovare la tua direzione.
domenica 17 maggio 2009
...e va bene così
Ma non capiranno mai il perchè.
"Everyone has talent. What is rare is the courage to follow the talent to the dark place where it leads."
*CIoè, non sono del tutto certa che per raggiungere Timbuctu il treno vada bene, ma concedetemi una piccola licenza poetica, il treno è più suggestivo...
lunedì 11 maggio 2009
Guarda che strane nuvole

mercoledì 6 maggio 2009
Carmen Russo va dal mio calzolaio
Stamattina, tra le varie (importantissime) commissioni:
"Vai un po' a ritirare le mie scarpe in piazza sturla"
Arrivo in un buco di calzolaio (peccato che non mi ricordi quale caspita di paio di scarpe abbia lasciato mia madre, che poi sono tutte uguali secondo me)
Quale è il nome?
Carmen
Tacco?suola?lucidatura?
....
Lo saprà!
Non so, mi ha solo detto di ritirarle. Aspetti, magari le riconosco
(dopo mezz'ora di attenta osservazione del repertorio marrone/nero di scarpe da donna)
OH ECCOLE!!! si sono loro, controlli il nome
Uhm, si Carmen...Russo!
Scusi? beh, ma sarà mia madre, avrete fatto una battuta
No no, qui c'è scritto Carmen Russo, è lei?
Ma Carmen Russo è quella famosa, ricca e maggiorata! non crederà mica che porti queste scarpe qui
Mica posso darle le scarpe di un altro
.......
(lo osservo con aria interrogativa, poi scuoto la testa e un po' seccata):
Vabbè, ho capito, è meglio che venga direttamente lei.
domenica 3 maggio 2009
Scheggie impazzite
"Sicura che hai preso tutto?" Meglio sarebbe anagrammare la terza e la seconda lettera. La risposta sarebbe si. Quella sincera alla domanda che nessuno mi pone. Preferiscono tutti l'onesta bugia che racconto tutti i giorni.
Ho viaggiato a lungo in posti in cui nessuno entra mai, quando era meglio me ne stessi tra le cose e le strade familiari agli altri. Ed è stato difficile uscire da li, e fare pace con me e perdonarmi di essere così irrimediabilmente una testa di cavolo, se mai ce l'ho fatta. Ma che ci vuoi fare, certi percorsi non li puoi cambiare. Fanno parte di te e basta.
Ed è inutile che stia qui come una stupida a scrivere. E' inutile che cerchi disperatamente tra le parole di una canzone, tra le braccia di chi dice di capirmi. E' inutile. Perchè io non posso capire nulla di tutto ciò, non posso.
Porto a spasso per un altro po' il mio stupido punto di vista.
E poi sento la mia voce dire mi sei mancato, tiro fuori dall'armadio la mia maglietta preferita fino a sentire l'aria sulla pelle, mentre guido nella solita strada sempre diversa. (Sarà la primavera, che mi fa uscire dal letargo).
Sto iniziando a resettare il mio pensiero, insieme a tutto il resto.
domenica 26 aprile 2009
lunedì 20 aprile 2009
Libertà
Guardo le onde e inevitabilmente mi ci perdo, insieme alle goccie di pioggia.
Ascolto l'incessante infrangersi e ricrearsi dei sogni su di una riva sempre diversa.
Tutto quello che ho finisce sempre li
Improvvisamente mi sento libera e non so se è grazie al mare
ma dico no a chi pensa che tutti abbiamo un prezzo, a chi svende a basso prezzo la sua "felicità",
a chi ha un giudizio su tutto senza guardarti negli occhi, a chi sopravvive senza domande,
a chi non si butterà mai per paura del buio, alle vetrine costruite ad arte,
A chi non si inventa mai. A chi non prova ad essere migliore, anche a costo di fare una figura di merda.
A chi pensa che non c'è mai una scelta.
*citazione di nonmiricordochi, e mi perdoni..
venerdì 3 aprile 2009
Ho navigato in un mare dove non si arriva mai
Ahi!
Ti faccio male?
Si un po'
Lo so, comunque devo farlo, altrimenti non muovi bene poi. Ho quasi finito.
...
E pensa che quello che vedi è solo una piccola parte della ferita che hai, il più è interno.
Inconsciamente L. diceva la verità, di certo non il bisturi aveva scavato le ferite più profonde (anche se la sua parte l'aveva giocata egregiamente, oserei dire) . E io pensavo a quello che si deve essere scavato in altre parti, ma cicatrizzo veloce, me l'hanno detto. In fondo, è sempre lo stesso metabolismo che affronta le cose che graffiano, mi sono detta. E poi sono uscita fuori, a passi più sicuri rispetto a quando ero entrata, e c'era un sole stupendo sulle cose, il termometro segnava 26 gradi, e tutto sembra dirmi che devo trovare la mia via. Ma quale.
Lunedì scorso volevo tagliarmi i capelli cortissimi, non accade da almeno 10 anni. (Pessima idea, dimostrerei 5 anni di meno, e non mi pare il caso).
Martedì volevo andare in Kenya con un amico al quale frulla in testa di aprire un ristorante là. Uhm, no, troppo fantasiosa.
Mercoledì ho riaperto la pagina del bando tirocini all'estero. Niente da fare.
Giovedì. Perchè non prendere una seconda laurea, completamente opposta a quella che ho appena strappato? Quindi interessante intendo.
Venerdì. Oddio, è oggi. Oggi non ho altre idee. Oggi c'è il sole e basta.
Ah no no, non ho le idee confuse.
Ieri, mentre prendevo sonno, mi è venuta in mente un'altra cosa. Ho passato la prima metà della mia vita ad imparare che nelle storie degli uomini tutto finisce pressapoco in questo modo: "...e vissero per sempre felici e contenti". La seconda invece più o meno ha scardinato questo idilliaco (ma necessario per crescere sani di mente, mi hanno detto) e confortante pensiero. Già il fatto di scardinare qualcosa credo sia sempre piuttosto doloroso insomma.
Però. Nella prossima fase dovrei trovare un compromesso a tutto ciò, qualcosa del tipo quello che si ottiene mescolando il rosso con il blu... non lo so. La televisione che ronza al mio fianco mi ha appena lanciato un terrificante messaggio sublinale, proprio mentre stavo formulando un pensiero costruttivo (ogni tanto mi capita anche questo). Comunque, il terrificante messaggio diceva che la crisi che sembra coinvolgerci tutti, non ha intaccato il fatturato delle imprese che si occupano di estetica-cosmesi blablabla come la vogliamo chiamare, anzi esso sembra addirittura aumentato. Soprattutto le unghie, mannaggia, possiamo anche non avere un lavoro degno di questo nome ma le unghie si, queste si che sono importanti, scema io che faccio seccare lo smalto nei bottiglini.
Ma torniamo al mio pensiero costruttivo. E' naufragato mi sa. Qualcosa mi farò venire in mente prima o poi però, promesso.
martedì 31 marzo 2009
Io Vs ? - non conversazioni al bar
La risposta è no
risposta a cosa?
Alla tua domanda
ma io non ho domande
saresti la prima
come lo sai?
lo so e basta
non mi conosci
appunto
questo è vero
ho visto i tuoi occhi ieri
sei l'unico ad averli visti allora
sono sempre qui
anche quando sono scivolata e ho fatto cadere tutti i bicchieri?
sì
oddio.
ma anche oggi ero qui, proprio da quella finestra. Ho faticato a trovarti però
perchè?
eri nascosta
in che senso?
scuse...eri là in mezzo, per quello non ti vedevo
ah...
Cosa aspetti?
non aspetto un bel niente, io
lo diceva anche berlusconi prima che cadesse il precedente governo
ma che cosa vuoi? la politica non attacca con me. Da te che passi le giornate da quella cazzo di finestra poi...
si vedono un sacco di cose
tipo?
quello che succede mentre tu sei troppo impegnata a pensare ad altro
ah, intendi dire la vita? è vecchia questa comunque
vecchissima
ok mi arrendo...Cosa ci posso fare se non riesco a smettere?
hai provato in farmacia? hanno un rimedio a tutto
non alle mie dipendenze
se soltanto la smettessi di usare quegli occhiali..
Veramente adesso ho le len.. ma scusa, cos'hanno di male, i miei occhiali? mi stanno pure bene
niente, solo non ti servono a vedere
se me li tolgo non ci torno a casa
eppure qualche volta l'hai fatto
non adesso...
cosa è successo?
lo sai benissimo che adesso quel treno non lo prendo più
perchè?
perchè non mi porta da nessuna parte. Niente mi porta da nessuna parte, a dirla tutta
smettila, dio santo
scusa, sono la solita, hai ragione.
Quello che vorrei farti capire è che devi fare qualcosa prima di...
...sparire, dissolvermi, bloccarmi, accecarmi, o semplicemente cambiare?
di tutto un po', ma soprattutto la quarta (l'hai fatto di nuovo)
(cosa?)
ti sei spostata i capelli...
ah quello, si lo faccio sempre quando sono a disagio. Si nota?
no..
Ma tu non devi tornare alla tua postazione?
Non sei brava ad andartene, lo sai..
no... Ma imparerò.
giovedì 26 marzo 2009
Stop & Go - Abito sempre qui da me
abito sempre, qui da me
Questo è senza dubbio un anno particolare, infatti adesso che mi accingo a scrivere questo post, non ho idea alcuna di quello che ne verrà fuori, come di quel foglio ruvido mezzo colorato e mezzo bianco frutto di giorni bloccata qui, io e le mie scatole di pastiglie e di guai. Io e il corridoio diventato troppo lungo per i miei ritmi. Io e i tentativi di infilarmi i miei calzini a righe. (Ora ci riesco senza strapparmi troppi muscoli).
E dopo una marea di tempo, ti ritrovi ad aver imbrattato di inchiostro un quaderno e ad essere all'ultima pagina, ancora con la penna in mano e carichissima ma senza sapere più dove scrivere. E' tra tutte quelle parole che troverai qualcosa di te? Io le riciclo, è vero non dovrei, ma devo aspettare i rifornimenti, di carta intendo. Di solito prendo e vado a rifornirmi, ma in questo momento non posso. Lo sapevo benissimo che questo momento sarebbe arrivato prima o poi, solo che la vita segue percorsi strani, è brava a rigirarti in modo strano, a spingerti in strade dove non avresti mai pensato ad andare. E gli obiettivi di prima non sono più così importanti. Perchè li hai già passati, e magari non te ne sei accorto, perchè quando corri non pensi a dove vai, e se ci pensi sei fregato. E quando te ne accorgi li hai già passati da un paio di chilometri, ma fa niente.
Così adesso respiro attimi di primavera, osservo, scivolo, mi ritaglio interi minuti fuori da ogni quadrante. E osservo chi corre, adesso che non lo posso fare (per qualche tempo).
domenica 22 marzo 2009
La libertà di chi ritorna sempre a casa
Mi mancherai ogni volta che la mia strada mi riporterà al paese, e sentirò l'odore della mia campagna.
mercoledì 18 marzo 2009
sabato 14 marzo 2009
Non te ne andare senza la mia vita
Guidavo nel buio, avvolta nella mia realtà a volte stretta, a volte troppo larga, e provavo a tornare a casa con la strada più breve. Ma alla fine l'ho allungata, volevo concedermi il gusto di sognare ancora per un po', mentre ascoltavo una canzone che era meglio non sentissi. Volevo ascoltarlo, tantissimo, volevo inseguirlo nelle sue impervie vie, ma perchè deve essere tutto così complicato, sempre? Ci si incontra sempre così, per caso e di fretta. Io non lo so se è giusto quello che mi sta capitando di sentire, o se me lo sono semplicemente inventata.
mercoledì 11 marzo 2009
10 marzo 2009

venerdì 6 marzo 2009
di Tutto e di Niente
Speriamo non passi quel coglione a farmi la multa nel mentre
Sala d'aspetto. Aspetto.
5 minuti di ritardo, e vabbè.
25.
L'attesa finisce, tagliata da qualcosa, che sorprendentemente scandisce quanto sia sempre fuori tempo.
In anticipo sull'orario, in ritardo nel procedere.
In cima finalmente.
Sotto, solo il vuoto e il nero.
E poi è un attimo, vedere tutto quello al quale ti aggrappi, rimpicciolirsi e scapparti dalle dita, come sabbia fine.
Il vortice del dopo chiamava con insistenza.
Un secondo dopo, precipitava senza un perchè.
I sensi intorpiditi, all'improvviso si accorse che non era poi così diverso dall'acqua.
E l'impatto non arrivava,
perchè doveva solo rendersi conto che le chiavi della sua vita non ce le aveva nessuno
Erano sempre rimaste li, dove le aveva lasciate tempo fa.
E dopo, il familiare trillo che ti riporta alla realtà.
E' da un po' che ho smesso di sognare di volare.
sabato 28 febbraio 2009
A che fermata siamo?
Oh, le mie tasche sono piene di nulla.
Pesa quasi, tutto questo nulla. Mi hanno detto che anche l'aria ha un peso, quindi perchè non dovrebbe avercelo il mio nulla?
Ebbene si, scrivo sempre quando sono arrabbiata. Quando potrei che ne so? Fingere che vada tutto bene, andare di là, mettermi le scarpe nuove e mettermi a recitare il mio ruolo. Peccato che già il rumore delle solite parole masticate mi dà fastidio.
Ah, e poi fanno sempre male, le scarpe nuove.
domenica 22 febbraio 2009
Contromano? si lo so
Ascoltavo l'assordante rumore del silenzio iperattivo, del flusso dei miei pensieri. E mi chiedevo quali altri pensieri fluttuassero nella mente altrui, di fronte alla stessa cosa, senza che nessuno dicesse niente, in uno strano momento di silenzio mediatico, scevro dalle ipocrisie. Quante cavolate mi passano per la testa a volte.
E mi sento sempre come quando ti ritrovi a intrufolarti nella folla contromano, prendendoti le gomitate e facendoti le scorte di ossigeno, correndo verso qualcosa che non vorrei essere banale nel dire che non sai realmente se c'è. E corri e ti affanni, e ti impigli negli ombrelli dei passanti, tra mani che si intrecciano e porte che si chiudono. Ma ci tiro una spallata e vado avanti... perchè solo questo so fare.
E perchè io un perchè non ce l'ho. Ho solo un miliardo di domande, che mi porto dietro belle pesanti nella borsa e faccio finta che non me ne freghi un cazzo della risposta.
lunedì 16 febbraio 2009
Dentro e fuori
giovedì 12 febbraio 2009
Turning point
So che questo post risulterà abbastanza insignificante (ammesso che gli altri ne abbiano uno, ndr di senso), ma morivo dalla voglia di dirlo.
Ho avuto parecchi casini nell'ultimo anno e mezzo, ma sono finalmente arrivata (quasi) in fondo di tutto ciò, fa quasi impressione, un po' come quando aspetti per tanto una cosa e quando arriva hai quasi paura.
E tra l'altro dovrei smettere di usare la parola quasi, quasi sempre (ops ci sono ricaduta).
Come quando hai quel foglio in mano e ti pare di avere il mondo in tasca e speri che la tasca non sia bucata.
Così ho preso ago e filo e anche se sono negata nei lavori di pazienza.
domenica 8 febbraio 2009
costuisci e distruggi
"Ormai sono distante. Non me la sento." mi sono sentita dire da qualcuno che diceva di essere innamorato fino al giorno prima. Come se l'avessi scavata io, quella distanza. Come se non lo sapessi che è una bella scusa. Io mi stavo solo... ma lasciamo stare.
Vorrei per una volta poter davvero essere libera di dire quello che penso, senza paura di essere posta sotto il giudizio universale di chi pensa di aver capito tutto di te. E ti piazza proprio li, sulla fronte, un'altra bella etichetta. Che tanto taggare è ormai diventata una moda bella e buona. Un modo moderno di fare qualcosa che si fa da secoli, per carità.
E non è che mi importi più di chi mi raccontava palle, però adesso non mi fido più...
Del resto o cammino sempre due o tre metri sopra il suolo, o sotto. E' un mio problema, forse sarebbe meglio che imparassi a camminare al livello del suolo (?).
Per questo devo sempre gridare per farmi sentire.
mercoledì 4 febbraio 2009
At the corner of the street
venerdì 30 gennaio 2009
Pioggia sulle cose
Nel frattempo.
Stamattina, sono ancora in pigiama.
Sento vibrare il comodino, e ovviamente penso "chi è che rompe i c... a quest'ora? (La solita amica che si è mollata col ragazzo?)".
Numero sconosciuto. (A maggior ragione qualcuno che ha voglia di rompermi di primo mattino).
Mezz'ora dopo sono in vespa sotto la pioggia perchè qualcuno ha avuto la bella idea di sentirsi male durante la notte indi la sottoscritta deve sostituire, ma ogni tanto un fuori programma non mi dà fastidio. Anzi, adoro gli imprevisti. Non tutti vabbè. E mi ritrovo coperta fin sopra le orecchie a sventolare un cartello e a condurre gente da un punto all'altro, una specie di caronte al contrario, più giovane (e meno peloso, immagino). Ecco qui, ma questa come mi è venuta? Perchè faccio questi pensieri assurdi nelle condizioni più complicate? A volte in situazioni abbastanza tragiche, mi viene a pensare al cappellino ridicolo che ha la vecchietta di fronte a me oppure a come si è data la matita completamente fuori dalle labbra (con effetto volgarissimo e un po' clown). E mi viene da ridere.
Torno al punto. Quello che intendo dire è, con la gente, non importa quante ne sai, cosa dici, l'importante è dirle quello che vuole sentirsi dire, mostrarti sicuro anche se non hai idea di cosa ti abbiano chiesto.
Del tipo. "signorina, a barcellona devono imbarcarsi mio marito e i miei 7 figli, non sono potuti salire oggi perchè i loro bagagli sono finiti per sbaglio a Singapore".
Risposta sbagliata: "Ehm, uhm, aspetti che chiedo al mio collega...." alimenterebbe un nervosismo diffuso e diminuirebbe la tua speranza di vita.
Risposta esatta "Aspetti che controllo, si ok perfetto è tutto nel database. Il prossimo prego...".
Dopotutto certa gente ha solo bisogno di uno che gli indichi una strada, non importa dove questa conduca.
mercoledì 28 gennaio 2009
strano cerchio
L'essenziale è lo stesso, ma tu no. O meglio io no. Ho elaborato tecniche assurde per stare meno male, e in parte funzionano. Soprattutto sto cercando di imparare che le parole non possono comprare nulla (di quello che è davvero importante), come non lo fanno i soldi, o il cioccolato fondente (no vabbè quello sì forse). I soldi non mi fregano, il cioccolato un po' si, ma le parole da morire. Odio chi spreca tante parole per non dire niente, o niente di vero. Ci ho creduto come una stupida, forse perchè mi dicevano qualcosa di quello che volevo sentire, ma adesso mi danno il voltastomaco, e basta.